Poggiorsini, ovvero le radici
- ivanselvaggi3
- 16 apr 2022
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Terra di confine in cui il connubio tra l’uomo e la natura si perde dentro infinite sfumature cromatiche, ove il riflesso argenteo della luna sull’ estrema propaggine del lago di Serra di Corvo fende la serafica oscurità delle notti estive, una lingua rilucente protesa nei campi. Avamposto di un’ Italia mai narrata, mai descritta, mai amata, da sempre ardente e prigioniera delle sue ceneri. La sveglia qui, a Sud del Sud, non suona mai. Eppure nessuno dorme sonni realmente sereni. Negli occhi stanchi degli anziani, nei loro colletti lisi, nei baveri rabberciati si legge a chiare lettere il desiderio del riscatto tramandato ai figli e da questi ai nipoti, quell’ inespressa volontà di ergersi al di sopra dell’ineluttabile avvicendarsi delle stagioni per cogliere appieno il succo di una più densa polpa di vita.






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