top of page

Storia di un emigrato dalla Poggiorsini degli anni 70'.

Condividiamo volentieri la storia di un concittadino che ha voluto raccontare la sua esperienza "fuori dalle mura", ricordando con emozione come sebbene tutti i suoi tentativi di restare a Poggiorsini non gli garantissero prospettive di vita soddisfacenti nella Poggiorsini degli anni 70', siano stati proprio la sua resilienza ed il suo essere vissuto in un contesto complicato e caratteristico a dargli la forza per contraddistinguersi in terre lontane, senza mai dimenticare le origini.


La sua storia è la storia di molti, troppi concittadini e conterranei costretti nel tempo a cercare fortuna altrove, ma la si vuole condividere affinché se ne colgano gli aspetti positivi:


1- il valore di dimenarsi, impegnarsi, darsi da fare per sopravvivere senza per forza dover andare via;

2- l'essenziale opportunità di portarsi dentro un vissuto a Poggiorsini per esaltare la propria esistenza in altre parti del mondo.


"Castoro Francesco. Classe 1952 nato a Poggiorsini. Ho frequentato le 5 classi elementari a Poggiorsini e le medie inferiori ad Andria nel collegio dei padri Dehoniani, poi quarta liceo a Pagliare (Ascoli Piceno) senza grande risultato. Tornato in Puglia ho frequentato un anno di liceo scientifico ad Altamura senza grandi risultati dopo di che ho conseguito il diploma di "maestro" presso la scuola magistrale a Gravina di Puglia in due anni scolastici. Spinto dai mie genitori tentai, anche, la frequenza dell'università di Bari.

All'epoca però raggiungere quotidianamente Bari da

Poggiorsini era ardua impresa e non avendo adeguate disponibilità economiche per un alloggio stabile a Bari, rinunciai all'università. Dovevo darmi da fare. Poggiorsini non offriva prospettive di occupazione se non in agricoltura. La mia famiglia non possedeva che tre ettari di terreno; troppo pochi in prospettiva futura. Mi guardai in giro e trovai un impiego, con un'agenzia libraria di Bari, vendendo casa per casa libri tra cui la bibbia illustrata. Ebbi un discreto successo di vendite a Minervino. Poi arrivò una opportunità di occupazione in Poggiorsini. Infatti, su pressione dell'allora sindaco del paese (Matteo Di Trio), sul provveditorato agli studi di Bari e Patronato Scolastico, venne istituito in paese il CSEP (Centro Sociale Educazione Permanente). Era uno spazio in cui soprattutto gli anziani avrebbero potuto leggere un quotidiano o una rivista. Siamo nel 1975 e in paese l'unico luogo di incontro era il bar di Volpe o quello di Picerno. Mi fu affidata la conduzione del centro che portai avanti per pochi mesi per poi assolvere al servizio militare a Lecce, prima, e poi a Caserta con il grado di sottufficiale. La vita militare non mi si addiceva. Terminata la "naia" ero di nuovo in cerca di un lavoro. Fu allora che una telefonata di una mia cugina, che con suo marito viveva in Friuli Venezia Giulia, mi raccontava di concrete possibilità di lavoro in Friuli a seguito del devastante terremoto del maggio 1976.

Decisi, quindi, di visitare quest'angolo d'Italia tanto a nord-est quanto sconosciuto. Settembre 1976 viaggio Poggiorsini Udine. Tante ore di treno. Arrivare in una realtà sociale talmente operosa e cosi lontana dgli standard poggiorsinesi mi galvanizzarono. Fui fortunato da subito. Conobbi persone che mi dettero fiducia. Mi misi in gioco. Trovai occupazione come insegnante in una scuola privata per passare, l'anno successivo, quale impiegato non di ruolo nell'ufficio amministrativo della stessa scuola. Vinsi nel 1978 un concorso pubblico ed assunsi servizio di ruolo nello stesso ufficio. Intanto avevo conosciuto la mia futura moglie. Nel 1979 ci siamo sposati. MI sentivo sempre più integrato in una terra di confine e tra persone così laboriose anche se di carattere riservato e all'apparenza burbero. Mi veniva naturale partecipare fattivamente alle attività sociali. La prima fu A.F.D.S. (Associazione Friulana Donatori di Sangue). Entrai nel Direttivo della sezione Est di Udine organizzando incontri, dibattiti sul valore del dono del sangue, oltre che momenti di convivialità tra i soci. Ho retto per un quadriennio l'incarico di presidente. Intanto nascevano i figli e già dalla loro scuola materna mi proponevo quale rappresentante di classe. Incarico che ho ricoperto per tutti gli anni delle loro elementari, medie e superiori. Mi venne chiesto di far parte dei vari consigli scolastici di plesso che volentieri accettavo fin tanto da essere eletto nel decimo distretto scolastico della provincia di Udine. Ho lavorato in tale contesto con tenacia guadagnandomi la fiducia di tutto il Consiglio che mi eleggeva Presidente nel 1998. Intanto i figli facevano sport. Tutti e tre hanno nuotato con discreti risultati. I due maschi Davide e Giulio hanno partecipato più volte alle finali nazionali di categoria. La piccola Chiara non era particolarmente inclina al nuoto, ha amato di più il gioco della pallamano. La società sportiva era inserita nel C.U.S. (Centro Universitario Sportivo) con pochissimi fondi a disposizione per lo più derivate dalle quote versate dai genitori. Per i figli si deve fare il massimo possibile ed allora iniziai a guardarmi in giro invitando tutti i genitori a fare altrettanto: avevamo bisogno di sponsorizzazione. Subito ne trovai uno: il mio benzinaio/meccanico di fiducia. Frutto' poca cosa ma mi dette coraggio e così via a cercare altre opportunità di introiti. Il grande colpo di fortuna arrivò. A qualche km da casa mia era in attività una azienda che mi aveva colpito per l'eleganza del fabbricato in cui operava. Mi presentai dal titolare e fu quasi subito sponsor!!! Arrivarono le risorse economiche la squadra maggiore femminile militava in serie B e cambiò il nome da CUS UDINE a ATOMAT (come l'azienda che ci sponsorizzava). Costituimmo un Direttivo ristretto di tre genitori. Fui eletto presidente. Il movimento della pallamano femminile crebbe con nuovo entusiasmo tanto da vincere il campionato con il passaggio in serie A2. Grande era la soddisfazione, grandissime le problematiche di gestione e delle contestuali responsabilità verso le atlete e le loro famiglie. Due anni belli in serie A2. Tutto ebbe termine con la scomparsa del signor Oreste titolare dell'azienda ATOMAT contestualmente ad alcuni miei problemi di salute. Nessuno fu in grado di trovare nuove risorse finanziarie per cui nel 2013 tutto ebbe termine. Queste le mie note nel campo del volontariato. Voglio far presente che tutto quanto ho esposto non mi ha portato alcun vantaggio economico ma tante gratificazioni da parte dei Friulani che ho conosciuto alcuni dei quali continuano a chiamarmi "presidente".

Ma le più belle sono quelle che mi hanno regalato i miei figli: Davide laurea in architettura a Milano con 110 e lode. Giulio laurea arti visive e cinematografiche a Venezia con 110 e lode. Chiara laurea in conservazione beni culturali e turismo culturale a Udine con 110 e lode. Davide vive e lavora quale architetto da 10 anni in Cina a Shenzen. Giulio è divenuto autore di programmi televisivi e attualmente lavora a Milano (ha scritto un libro: Prosecco, Pannolini per bambini, Pappa per gatti). Chiara oltre a coltivare la sua passione per gli animali, fa la dog-sitter, insegna alla scuola elementare Dante di Udine con il metodo Montessori.

Con mia moglie Giusi condivido la passione per i viaggi. Abbiamo visitato due nazioni in Africa, due volte negli Stati Uniti, tre volte per lunghi periodi in Cina e Thailandia. Abbiamo girato l'Europa in camper e solo la scorsa estate abbiamo visitato la Puglia scoprendo luoghi, paesi e piatti tipici che non ho mai visitato pur essendo pugliese. La scoperta più bella è stata Bari vecchia. MAI AVEVO VARCATO LA LINEA DELLA NUOVA BARI.

Ciao a tutti."

Commenti


bottom of page